Google Gemini, l’ultimo sistema di intelligenza artificiale di Google, è generalmente sicuro per le attività quotidiane come scrivere, cercare, pianificare e apprendere.
Tuttavia, non è uno spazio privato e questa distinzione è importante.
In questo articolo, vedremo cosa significa veramente “sicuro” quando parliamo di Gemini, i rischi che devi conoscere e come utilizzarlo in modo responsabile senza cedere più dati del necessario.
Cos’è Google Gemini?
Google Gemini è la risposta di Google a ChatGPT: un potente modello AI in grado di comprendere e generare testo, immagini, audio e altro ancora.
Tuttavia, a differenza dei chatbot autonomi, Gemini è profondamente integrato nell’ecosistema di Google, e non solo nella Ricerca.
Probabilmente, avrai notato la presenza di Gemini in diversi prodotti Google, tra cui:
- Ricerca (nella sezione AI Overview, visualizzata da 2 miliardi di utenti ogni mese)
- Gmail e Docs (assistenza per scrittura e sintesi)
- Android (Gemini come assistente sui dispositivi)
- Chrome (riepiloghi e suggerimenti basati sull’AI).
Attualmente, le app Gemini contano circa 650 milioni di utenti al mese, quasi il doppio della popolazione degli Stati Uniti. Se hai utilizzato recentemente uno dei servizi Google, è molto probabile che tu abbia interagito con Gemini.
In sintesi, Gemini funziona come un’unica AI che supporta e potenzia molte delle app di Google, ed è per questo che gli utenti stanno prestando maggiore attenzione alle sue pratiche di sicurezza e privacy.
È sicuro usare Google Gemini? Analisi di privacy e sicurezza
Gemini si basa sui sistemi di sicurezza ben consolidati di Google, quindi sotto molti aspetti è sicuro quanto l’utilizzo di altri servizi Google.
Ma siccome Gemini è strettamente collegato al tuo Account Google e raccoglie molti tipi di dati, comporta anche dei rischi per la sicurezza e la privacy.
Quali dati raccoglie Gemini?
Google comunica chiaramente che le app Gemini registrano 22 diversi tipi di dati sull’utente, rendendolo uno dei chatbot che raccolgono più dati. I dati raccolti da Gemini includono:
- Dati sulla posizione esatta (questa categoria viene raccolta solo da pochi strumenti AI, ovvero Gemini, Meta AI, Copilot e Perplexity)
- Dati di contatto (nome, indirizzo email, numero di telefono)
- Contenuti dell’utente (ciò che scrivi nel modello)
- I tuoi contatti (ad esempio la lista dei contatti del telefono, se hai concesso l’autorizzazione)
- Cronologia di navigazione e delle ricerche
- Altri identificatori collegati all’Account Google
Per alcuni utenti questo livello di raccolta dati è eccessivo o invadente, soprattutto quando si affidano alle app Gemini per attività che coinvolgono informazioni lavorative o dati sensibili.
E questo solleva anche alcune preoccupazioni in termini di sicurezza.
Uso dei dati per l’addestramento dell’AI
Google può utilizzare i tuoi dati per migliorare i suoi prodotti e sistemi di machine learning (a meno che non disattivi determinati controlli di attività).
Ma, come utente, potresti non comprendere appieno a cosa stai acconsentendo. E poi c’è sempre quel timore di fondo che le tue informazioni sensibili possano accidentalmente finire tra i dati di addestramento del modello AI.
Visibilità della cronologia della chat
Questo è uno dei punti che suscita più perplessità. Ecco un estratto dalla dichiarazione del Privacy Hub delle app Gemini di Google:
“Non inserire informazioni riservate che non vorresti che un revisore vedesse o che Google usasse per migliorare i propri servizi, incluse le tecnologie di machine learning.”
Ebbene sì, i dipendenti di Google possono esaminare parti delle tue conversazioni nelle app Gemini per valutare la sicurezza dei dati e migliorare le tecnologie di machine learning. E anche se elimini l’attività dell’app Gemini, tutte quelle conversazioni esaminate da esseri umani verranno conservate per un massimo di tre anni.
Condivisione di dati rischiosa
Poiché le app Gemini sono integrate con altri servizi Google, c’è sempre il rischio che le informazioni possano essere trasferite per sbaglio a chi non ha il permesso di vederle.
Ad esempio, un dipendente potrebbe accidentalmente vedere documenti riservati delle risorse umane o altri dati aziendali confidenziali.
Per le organizzazioni e le aziende, ciò richiede una forte trasparenza e controlli rigorosi per evitare esposizioni accidentali.
Phishing e altri tipi di truffe
C’è anche una preoccupazione più ampia riguardo al phishing. Anche se Gemini di per sé non usa tecniche di “phishing”, gli strumenti di intelligenza artificiale rendono più facile per i truffatori creare messaggi, email o siti web falsi estremamente convincenti.
Questo non è un problema esclusivo di Gemini; di fatto, è un rischio generale legato a tutti i sistemi di intelligenza artificiale. È importante notare che gli utenti potrebbero imbattersi in messaggi di phishing generati dall’AI che sembrano sempre più autentici.
Prompt injection
Un altro pericolo è il problema dell’iniezione di prompt, che consiste nella scrittura intenzionale di prompt per ingannare l’AI e convincerla a rivelare determinate informazioni o ignorare le proprie regole di sicurezza. Google utilizza diverse protezioni contro questa minaccia, ma nessun modello AI è completamente immune.
Per gli utenti comuni il rischio è basso, ma diventa più rilevante nei luoghi di lavoro, nelle app o negli strumenti che integrano Gemini nei flussi di lavoro automatizzati, dove un input malevolo potrebbe influenzare il comportamento del sistema.
Ci sono preoccupazioni etiche riguardo a Google Gemini?
Sì, come tutti i grandi sistemi AI, Gemini presenta alcune importanti questioni etiche di cui dovresti essere a conoscenza. Si tratta principalmente di come Gemini decide cosa mostrarti, cosa nascondere e come interpreta la realtà.
Pregiudizio algoritmico
Gemini apprende da enormi quantità di dati presenti su internet, che naturalmente contengono pregiudizi e stereotipi.
Ad esempio, se chiedi informazioni su determinate professioni, culture o questioni politiche, le risposte potrebbero inavvertitamente pendere in una direzione perché i dati di addestramento contenevano più informazioni in quel senso.
Google cerca di correggere questo aspetto, ma nessun modello di intelligenza artificiale è completamente neutrale e gli utenti spesso notano sottili pregiudizi nel tono, negli esempi o nelle supposizioni.
Filtri e censura eccessivi
Nel tentativo di proteggere le persone ed evitare argomenti dannosi o controversi, Gemini a volte “va troppo sul sicuro”. Può rifiutarsi di rispondere a domande innocue, dare risposte vaghe quando cerchi dettagli specifici o evitare del tutto certi argomenti.
Per esempio, potresti chiedere il contesto storico di una questione delicata e ricevere invece un riassunto molto ripulito e annacquato che omette dettagli importanti.
Questo comportamento assomiglia più alla censura che a una misura di sicurezza, soprattutto quando cerchi informazioni o fai delle ricerche.
Mancanza di trasparenza
Gemini non spiega chiaramente da dove provengano le sue risposte o su quali fonti si basino. Poiché il modello è addestrato su migliaia di miliardi di token provenienti da internet, libri e altri testi, è quasi impossibile ricondurre un’idea a una singola fonte.
Quindi, quando chiedi consigli o un’analisi, non sai se la risposta si basa su ricerche solide, post di blog qualsiasi, conversazioni sui social media o contenuti obsoleti.
Questo effetto a “scatola nera” rende più difficile valutare l’accuratezza delle informazioni e comprendere come l’AI influenzi ciò che vedi online.
Come rimanere al sicuro quando usi strumenti AI come Gemini
Non serve essere paranoici o esperti ultratecnici per utilizzare in sicurezza le app Gemini. Basta prendere alcune semplici abitudini per ridurre di molto i rischi per la privacy, senza rinunciare ai benefici.
1. Non condividere informazioni personali o sensibili
Evita di scrivere qualsiasi cosa che non inseriresti in un modulo pubblico: password, dati finanziari, numeri di documenti di identità, documenti privati, referti medici e qualsiasi dato sensibile (anche storie personali che non vorresti condividere chiunque).
Suggerimento: prima di premere Invio, rispondi a questa domanda: “Sarebbe un problema se questo testo fosse visto da uno sconosciuto che lavora per Google?” Se la risposta è sì, non premere Invio.
2. Controlla le impostazioni della privacy di Google
Vai ad Account Google > Dati e privacy > Attività che hai svolto e luoghi che hai visitato e controlla le voci attive.
Presta particolare attenzione alle Attività delle app Gemini. Disattiva l’opzione se preferisci che le chat non vengano salvate a lungo termine o utilizzate per addestrare i modelli.
Suggerimento: quando fai pulizia, controlla anche le sezioni Attività web e app, Spostamenti, e Cronologia di YouTube.
3. Usa un account Google Workspace a parte
Creare un secondo Account Google solo per gli strumenti AI è un modo semplice per isolarlo in base all’uso che ne fai. In questo modo, puoi mantenere il tuo indirizzo email, i contatti, i file di Drive e i dati personali separati dalle tue interazioni con Gemini.
Suggerimento: usa l’account dedicato all’AI in un profilo del browser separato o su un altro browser (ad esempio, Chrome per l’uso personale, Firefox per l’AI), così è più difficile mescolare accidentalmente informazioni personali e professionali.
4. Usa una VPN per un ulteriore livello di privacy
Una VPN può aiutarti a nascondere il tuo indirizzo IP e la tua posizione generale. Non ti rende del tutto invisibile, ma riduce alcuni tipi di tracciamento e rende più difficile collegare la tua attività alla tua posizione reale.
Puoi provare Surfshark o qualsiasi altra VPN, basta che sia affidabile.
Suggerimento: attiva la connessione automatica alla VPN quando ti connetti per lavoro a reti Wi-Fi pubbliche (bar, aeroporti, hotel): è qui che diventa davvero importante rafforzare la sicurezza e la privacy.
5. Fai attenzione quando utilizzi dati sensibili o aziendali
Se utilizzi le app Gemini per lavoro, trattale come un fornitore esterno e non come uno strumento interno sicuro. Fai particolare attenzione a:
- Dati dei clienti
- Strategie o dati finanziari interni
- Dettagli di prodotti non ancora lanciati sul mercato
- Documenti legali, sanitari o delle risorse umane
Se hai dei dubbi, salva i documenti sensibili offline oppure utilizza soluzioni AI approvate dall’azienda con politiche chiare sulla protezione dei dati.
Suggerimento: se devi proprio utilizzare l’AI con contenuti del lavoro, rimuovi prima i nomi, gli indirizzi email e qualsiasi altro dettaglio identificabile. Usa versioni anonimizzate o sintetizzate al posto dei documenti originali e integrali.
6. Verifica le risposte
Ricorda: l’AI è utile, ma a volte commette errori e non è sempre aggiornata. Può affermare qualcosa con molta sicurezza e avere comunque torto; perciò, verifica le informazioni importanti ed evita di fare affidamento esclusivamente sull’AI quando devi prendere una decisione di tipo legale, medico o finanziario.
Suggerimento: usa l’AI per scrivere le bozze iniziali, creare schemi e fare brainstorming. Quando si tratta di fatti o decisioni, verifica sempre tutto su fonti affidabili.
Il verdetto: Google Gemini è sicuro?
Sì, in generale Gemini è sicuro per attività quotidiane come scrivere, pianificare e fare ricerche. Ma ricorda: non è uno spazio privato.
Gemini raccoglie una vasta gamma di dati, può utilizzare revisori umani e conserva alcune informazioni più a lungo di quanto si pensi. Va bene per le attività di tutti i giorni, ma non è adatto a dati riservati o sensibili.
E per rafforzare ulteriormente la tua privacy, ti consigliamo di usare una VPN, che ti aiuterà a nascondere i dati di connessione e sulla posizione.
Domande frequenti
È sicuro collegare Gemini a Gmail?
Sì, in teoria è sicuro consentire a Gemini di accedere a Gmail, ma dipende da quanto ti senti a tuo agio. Le app Gemini possono leggere e riassumere le tue email se concedi l’autorizzazione, il che significa che le informazioni sensibili presenti potrebbero essere elaborate dai sistemi AI ed essere lette da esseri umani.
Se dai molta importanza alla privacy, è più sicuro disattivare questa funzionalità.
Qual è la differenza tra Google Gemini e Bard?
Bard era il chatbot AI precedente di Google. Gemini è il suo sostituto: più veloce, più potente e integrato in Google Workspace (Ricerca, Gmail, Docs, Android e così via).
Inoltre, Bard era uno strumento indipendente, mentre Gemini funge da nuovo motore AI di Google.
Quali sono gli svantaggi di Google Gemini?
I principali svantaggi di Gemini sono le preoccupazioni sulla privacy riguardo alla raccolta e conservazione dei dati, occasionali inesattezze, limitata trasparenza sulle fonti delle risposte, eccessivo filtraggio di argomenti sensibili e il fatto che i revisori umani possano leggere parti delle tue conversazioni.
Gemini utilizza i miei dati per l’addestramento?
Sì, Gemini può utilizzare i tuoi dati per addestrare il proprio modello di intelligenza artificiale, ma solo se hai attivato determinati controlli sulle attività. Per impostazione predefinita, Google può utilizzare le tue interazioni per migliorare i suoi prodotti e le sue tecnologie di machine learning. Inoltre, alcune conversazioni di Gemini possono essere esaminate da esseri umani.
Se non vuoi che i tuoi dati vengano utilizzati per l’addestramento, puoi disattivare l’attività delle app Gemini nelle impostazioni dell’Account Google. Tuttavia, anche se disattivi questa opzione, Gemini può comunque conservare i tuoi prompt per un massimo di 72 ore per gestire il servizio.
